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Salute e benessere bambini

Stitichezza nei bambini da 0 a 6 anni: cause e rimedi

Published by
Valentina Colmi

stitichezza nei bambinistitichezza nei bambiniLa stitichezza nei bambini è molto ricorrente: colpisce soprattutto i maschi ed è particolarmente diffusa nei paesi industrializzati. Cosa fare però quando diventa un problema? Per noi mamme infatti è davvero molto penoso vedere il nostro bambino mentre cerca di liberarsi e non ci riesce: il mal di pancia purtroppo non lo fa stare bene e una buona dose di lacrime è assicurata. Come bisogna procedere per risolvere questa manifestazione così fastidiosa? Facciamo innanzitutto un po’ di chiarezza su che cos’è la stipsi e come si può prevenire.

Stitichezza nei bambini: cos’è e come si presenta

La stitichezza nei bambini non è una malattia, ma un sintomo. Si definisce stitico un bambino più grande di due anni che:

  • fatica ad evacuare
  • le sue evacuazioni sono dolorose o incomplete (rimane in sostanza la sensazione di non essersi liberati del tutto)
  • le sue feci sono dure
  • la frequenza delle evacuazioni è scarsa: il bimbo riesce a fare la cacca solo tre volte a settimana (dovrebbe farle invece tutti i giorni).

E’ vero che non esiste un numero preciso di evacuazioni settimanali, ma secondo la Società Nord Americana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica dovrebbe esserci un numero “medio” di episodi, che possono variare a seconda dell’età e dell’alimentazione del bambino:

  • da 0-3 mesi/allattamento materno: 40 evacuazioni a settimana
  • da 3-6 mesi/allattamento artificiale: 28 evacuazioni a settimana
  • da 6-12 mesi: 28 evacuazioni a settimana
  • da 1 – 3 anni: 21 evacuazioni a settimana
  • sopra i 3 anni: 14 evacuazioni a settimana

La stitichezza nei bambini può essere di due tipi:

  • organica: può essere legata a malattie o malformazioni dell’organismo ed è molto rara, visto che interessa meno del 5% dei soggetti. In genere si manifesta molto presto nella vita del bambino e questo è fondamentale per una diagnosi precoce. Può essere ad esempio causa di numerose malattie a carico dell’apparato digerente (malformazioni anorettali, morbo di Hirschsprung, stenosi e malrotazione del tratto gastrointestinale);
    – patologie neurologiche (spina bifida, traumi del midollo spinale, sindrome di Down);
    – malattie endocrine (ipotiroidismo, iperparatiroidismo, diabete mellito);
    – intolleranza alle proteine del latte vaccino;
    – malattia celiaca;
    – fibrosi cistica;
    – anite/proctite da streptococco (in questi casi ci vuole il chirurgo);
    – assunzione di farmaci (ferro, antiacidi).
  • funzionale: non è collegata ad alterazioni fisiche

Stitichezza dei bambini: come comportarsi

Innanzitutto non bisogna ricorrere a rimedi fai da te con soluzioni, come i microclimi che si acquistano al supermercato o in farmacia, che non fanno inquadrare da subito il disturbo. Meglio ovviamente rivolgersi al proprio medico per iniziare una cura adeguata. In generale, bisogna far seguire al bambino delle abitudini alimentari corrette, preferendo cibi integrali, legumi, frutta e verdura; facendogli fare una corretta attività fisica e limitando la presenza davanti alla tv.

E’ bene poi educare il bambino all’uso del vasino a partire dai 18 mesi (anche se ci sono bambini che imparano a controllare gli sfinteri attorno ai 3 anni)  e infine ridurre lo stress nello stile di vita.

Stitichezza nei bambini: cure

In generale, dopo una visita completa il pediatra può stabilire la diagnosi di stipsi. Nel caso di dubbi ci sono degli approfondimenti che si possono attuare, come:

  • radiografia diretta dell’addome;
  • clisma opaco;
  • manometria anorettale;
  • biopsia rettale;
  • dosaggio degli ormoni tiroidei.

Le cure consistono soprattutto in farmaci lubrificanti o lassativi che vanno ad ammorbidire le feci. E’ importante che il bambino impari a fare pupù la mattina dopo colazione, in modo che non trattenga lo stimolo durante le varie attività della giornata. In generale, non esistono regole precise: l’importante è non sforzare il bambino e non sgridarlo se dopo essere stato seduto sul vasino o sul water non riesce a scaricarsi.

E voi unimamme? Qual è la vostra esperienza?

 

 

Valentina Colmi

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