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Un papà trasforma la figlia disabile in una “supereroina” -VIDEO

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Michele

figlia disabile piccolafiglia disabile piccolaLa disabilità è sempre una realtà difficile da digerire, sopratutto quando riguarda il proprio bambino. Superata la fase iniziale in cui un genitore non si sente all’altezza del compito, subentra quella in cui ci si preoccupa per il futuro del bambino, che si immagina difficile e complicato. Una situazione complicata che va in contrasto con il grande amore che ogni genitore prova per il proprio figlio.

Come poter gestire tutto questo? Un papà, Dan White, ha trovato il proprio originalissimo modo per spiegare alla figlia Emily che, ha prescindere dal suo fisico, è e resterà sempre super!

Una supereroina disabile: un papà realizza un fumetto speciale

Dan White, 44 anni, fino all’anno scorso era un impiegato in un negozio di elettronica, appassionato di fumetti e disegno, passioni che portava avanti nel tempo libero. Dan White, però, è anche il padre di Emily, una bambina di 10 anni costretta sulla sedia a rotelle a causa della spina bifida, una malformazione del midollo spinale causata dalla chiusura incompleta di una o più vertebre.

figlia disabilefiglia disabileQuando, all’età di 3 anni, Emily ricevette la sua prima sedia a rotelle, Dan decise di farle vedere che la sua vita non sarebbe finita lì e che poteva ancora fare tantissime cose. Accese la televisione ma si rese conto che non c’era interesse da parte dei media nel trattare in modo leggero questo argomento. Qualcosa di educativo, ma nulla di divertente, un personaggio disabile creato solamente per intrattenere quei bambini che si facevano domande. Dan allora decise di fare qualcosa lui.

Super Eroina disabileSuper Eroina disabileCome tutti i papà, anche Dan condivide le proprie passioni con la figlia, con la quale fa lunghe conversazioni su supereroi e fumetti. Questo poteva quindi essere il suo punto di partenza. Decise di creare The Department of Ability, un fumetto che parla di un gruppo di supereroi con varie tipologie di disabilità. Dalla sua matita hanno preso vita personaggi fantastici come

  • Pawsy, un ghepardo con una lama hi-tech al posto di una zampa posteriore,
  • e Claypole, uno scienziato geniale con due bastoni bianchi e poteri psichici.

Il gruppo, naturalmente, è guidato Emily, una ragazza con una sedia volante, e il suo orsacchiotto Azzi, con un braccio artificiale.

Quello che era partito come un semplice regalo alla figlia, però, ha riscosso l’interesse di molte persone e associazioni, come Strongbones, trust di beneficenza che fornisce aiuto finanziario a bambini affetti da malattie delle ossa, piuttosto che il grande e mitico Stan Lee, il più famoso creatore di fumetti, padre di personaggi come Spider-Man, gli X-Men, Iron Man, Thor e Hulk. I due opposti, la serietà della solidarietà e la frivolezza dell’intrattenimento, uniti all’interno del piccolo progetto personale di un padre con un grande cuore, che adesso verrà pubblicato ufficialmente.

Guardate questo video che racconta la vita di Dan ed Emily.

Un esperimento, un esercizio stilistico, un regalo alla propria bambina è invece diventato una pietra miliare di quello che potrebbe essere un grande cambiamento non solamente del mondo dei fumetti, ma della comunicazione in generale, della sua visione della disabilità. Perché se è vero che esistono già supereroi con disabilità, come Dare Devil, cieco, o il Professor X, paralizzato dalla vita in giù, questi sono sempre descritti come capaci di fare qualcosa in meno rispetto agli altri.

Il fumetto di Dan, The Department of Ability, invece, descrive le disabilità in modo differenti, spiegando di come i disabili siano esattamente sullo stesso piano degli altri, capaci allo stesso modo.

Una grande rivoluzione che è nata da una cosa semplice: l’amore di un padre per una figlia che ha trovato il suo personale e originale modo di esserle accanto. Dan, in conclusione, ha capito che il modo più bello per affrontare la disabilità e credere e fare credere nelle capacità del disabile. Dopotutto loro già lo sanno, come ha dimostrato recentemente un bimbo di 7 anni.

Voi unigenitori cosa ne pensate? Leggereste il fumetto?

Michele

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