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”Bocciate nostra figlia”: la richiesta insolita di una coppia di genitori

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Maria Sole Bosaia

Unimamme, oggi vi narriamo la storia di un singolare ricorso al Tar.

Un ricorso al Tar molto speciale

Nelle Marche una mamma e un papà si sono rivolti al noto tribunale per chiedere l’annullamento della promozione della figlia dalla prima alla seconda elementare.

La famiglia della studentessa di 7 anni, sostenuta da un team di psicologi e psicoterapeuti, ha riferito che alla bimba sarebbe stato necessario ripetere l’anno scolastico poiché affetta da disturbo dell’attenzione e da deficit comportamentali.

“La scuola non è stata in grado di fornirle in tempo utile un piano didattico personalizzato adeguato” dichiarano i genitori.

Secondo gli esperti la scuola non le ha fornito i giusti strumenti di apprendimento, promuovendola con grandi lacune.

Per i professionisti quindi la promozione al secondo anno avrebbe portato a delle regressioni psichiche e comportamentali.

I giudici del Tar però hanno deciso diversamente. Secondo loro la bocciatura non avrebbe garantito il recupero delle difficoltà della bimba, inoltre allontanarla dal suo ambiente le avrebbe fatto perdere le competenze già acquisite.

I genitori però hanno contrattaccato attaccando duramente la scuola della bambina, affermando che la scuola elementare ha ignorato la valutazione riguardante le difficoltà di apprendimento già riportate alla scuola d’infanzia.

In sostanza la scuola non ha creato un programma pensato espressamente per la bambina, Nel maggio scorso i genitori hanno chiesto espressamente agli insegnanti di bocciare la figlia, ma la loro richiesta è rimasta inascoltata.

A quanto pare il Tar, con la sua decisione ha fatto riferimento in modo esplicito al decreto legislativo numero 62 che prevede la bocciatura solo in casi estremi.

Inoltre la bocciatura deve essere decisa all’unanimità.

“Nostra figlia non è minus ma soffrendo di deficit dell’attenzione non è riuscita ad acquistare i prerequisiti scolastici proprio per questo. Abbiamo la netta sensazione che non sia stata fatta giustizia per la nostra famiglia” dichiarano i genitori su Il Messaggero.

Ora la protagonista di questa storia frequenta la 2° media in un nuovo istituto dove, per lei, è stato disposto un programma personalizzato.

Unimamme, voi cosa ne pensate?

Noi vi lasciamo con un approfondimento sui disturbi da deficit di attenzione.

Maria Sole Bosaia

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