Alcuni scienziati hanno trovato una relazione tra gli schemi di pensiero negativo e le malattie legate alla demenza. Lo studio è stato condotto dall’University College London.
I ricercatori dell’University College London hanno condotto uno studio che ha visto emergere dei legati tra il pensiero negativo e malattie legate alla demenza.
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Un gruppo di ricercatori dell’University College London ha collegato i pensieri negativi con il rischio di sviluppare malattie collegate alla demenza, come l’Alzheimer. I risultati di questa indagine sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Alzheimer & Dementia. Vediamo insieme come si è svolto lo studio:
Da tutti i dati raccolti è stato evidenziato che coloro che hanno avuto pensieri negativi, pessimisti, avevano un quadro peggiore riguardante:
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Depressione e ansia erano invece legate a un declino cognitivo che però arriva solo successivamente, ma non la deposizione di amiloide o tau.
L’ RNT (il pensiero negativo ripetitivo) quindi potrebbe essere la causa principale di aumento di rischio di avere l’Alzheimer. Gli esperti ritengono questo aspetto deve essere preso seriamente in considerazione e che per combatterlo dovrebbero essere usati strumenti tecnologici come:
per ridurre il rischio di demenza. La dottoressa Natalie Marchant, autrice principale dello studio, ha commentato: “la depressione e l’ansia nella mezza età e nella vecchiaia sono già noti per essere fattori di rischio per la demenza. Qui, abbiamo scoperto che alcuni modelli di pensiero implicati nella depressione e nell’ansia potrebbero essere una delle ragioni sottostanti per cui le persone con questi disturbi hanno maggiori probabilità di sviluppare demenza“. L’altro autore, il dottor Gael Chételat, ha aggiunto: “prendersi cura della propria salute mentale è importante e dovrebbe essere una delle principali priorità di salute pubblica, in quanto non è importante solo per la salute e il benessere delle persone nel breve termine, ma potrebbe anche avere un impatto su un eventuale rischio di demenza“.
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