Durante la terza puntata de “La Caserma” andata in onda il 10 Febbraio, una lezione di storia ha provocato forte commozione per tutte le reclute: ecco cosa è successo.
Per le reclute in gioco, continua l’avventura de “La Caserma”, il docu-reality di Rai Due giunto alla terza puntata. I 21 ragazzi, nel corso di questa puntata, sono stati messi alla prova con esercizi fisici, di tenacia e di fiducia in sè stessi.
Ma non solo. Durante questa puntata, ai ragazzi è stata impartita un’importantissima lezione di storia da un ospite d’eccezione: il giornalista Aldo Cazzullo. Il loro addestramento, infatti, prevede una lezione sul ruolo delle donne nella storia e, in particolar modo, durante le guerre.
La lezione, ricca di eventi significanti, è stata molto emozionante e ha colpito l’animo di tutte le reclute che sono sprofondate in una sincera commozione. Eccone un estratto molto importante.
Durante la terza puntata de “La Caserma”, ai ragazzi è stata impartita un’importante lezione di storia riguardante l’altro sesso, le donne. Il racconto delle donne in guerra è un racconto ormai lontano nel tempo: le donne hanno partecipato a tutte le guerre, nonostante non fosse a loro concesso, a volte come vittime altre volte come combattenti.
E’ la storia di Viktoria Savs la prima ad essere raccontata dal giornalista Aldo Cazzullo: Viktoria è stata l’unica donna a combattere la guerra, travestita da uomo fu riconosciuta solo dopo essere stata ferita da un soldato italiano. Fu, alla fine, decorata con una Croce al Merito dall’Imperatore Carlo I d’Austria.
“Da donna non vorrei mai essere costretta a privarmi della mia femminilità“, commenta la recluta Linda Mauri.
Tuttavia, la storia che ha suscitato di più la più profonda commozione in tutte le reclute, è stata quella dei “figli della guerra”. Con questa definizione, infatti, si intendono i bambini nati dalle violenze subite dalle donne italiane ad opera dei soldati dell’esercito nemico.
Questi neonati, mal visti anche dai mariti delle donne perchè figli del nemico, furono tuttavia messi in salvo dalle proprie madri presso l’Istituto San Filippo Neri di Portogruaro. Le loro madri, definite delle vere e proprie “mamme coraggio” erano costrette a celare l’identità del padre e lo stato di gravidanza nel quale si trovavano per timore di rappresaglie da parte dei membri maschili della famiglia.
Di tutte queste mamme, è stato sottolineato il ruolo di 59 mamme che, una volta convinti i mariti, sono riusciti a riottenere i propri figli nati dalla guerra e a crescerli come parte della famiglia, come se non fossero il frutto dell’orrore della guerra.
Una bellissima lezione di storia, che andrebbe fatta in tutte le scuole.
E voi Unimamme, avete seguito la puntata? Che ne pensate?
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