La stitichezza in gravidanza rappresenta un disagio comune, ma spesso sottovalutato, che può influire significativamente sulla qualità di vita della futura mamma.
Durante il primo trimestre di gravidanza, molte donne sperimentano questo disturbo per la prima volta o vedono aggravarsi una condizione preesistente.
La causa principale è da attribuirsi all’azione del progesterone, un ormone fondamentale per il corretto sviluppo della gestazione, che tuttavia rallenta il transito intestinale favorendo la comparsa della stipsi.
Altri fattori contribuiscono a questo fenomeno: l’aumento di peso, una dieta povera di fibre, la ridotta attività fisica e la compressione dell’intestino da parte dell’utero in crescita.
Nei mesi finali della gravidanza, poi, l’aumento dei livelli di aldosterone può ulteriormente peggiorare la situazione causando un maggiore riassorbimento di acqua nel colon e rendendo le feci più asciutte e difficili da espellere.
Per contrastare efficacemente la stitichezza durante la gravidanza è essenziale adottare alcuni rimedi naturali e modifiche dello stile di vita. L’assunzione regolare di liquidi – circa 2,5 litri al giorno – è cruciale per mantenere le feci morbide ed evitare che si induriscano ulteriormente. Un’alimentazione ricca di fibre vegetali come cellulosa (presente in verdure, frutta secca e legumi) aiuta a stimolare il transito intestinale.
Quando queste misure non sono sufficienti a risolvere il problema, si possono considerare integratori a base di crusca o altre fibre vegetali come suggerito dalle Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per un’esperienza positiva della gravidanza. Queste soluzioni naturali rappresentano spesso una prima linea d’intervento efficace nel mitigare i sintomi senza ricorrere immediatamente all’utilizzo dei farmaci.
L’utilizzo dei farmaci lassativi dovrebbe essere considerato solo nei casi in cui le modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione non abbiano portato al risultato sperato e sempre dopo aver consultato il proprio ginecologo. È importante scegliere prodotti sicuri che non abbiano effetti dannosi sul feto; tra questi vi sono sostanze come glicerina, lattulosio e sorbitolo o rammollitori fecali quali macrogol o polietilenglicole.
Tuttavia è fondamentale sottolineare che i lassativi trattano solo i sintomi legati all’ingombro intestinale senza agire sulle cause alla base del problema; pertanto dovrebbero essere utilizzati con cautela per evitare rischi quali assuefazione o effetti collaterali indesiderati come contrazioni uterine premature nel caso degli oli vegetali.
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